Quindicesima Strapomodoro
Ultima modifica: 06 September 2026
Quindicesima Strapomodoro: pettorale 51
Nel post precedente scrivevo che, se fossi stato libero, avrei partecipato alla quindicesima edizione della Strapomodoro. In questo momento sto scendendo a Cambiano con il pettorale 51, che tra l’altro è l’anagramma di 15.
Mi sto ancora avvicinando alla località di partenza della corsa, in via Cavour a Cambiano. Il percorso non è quello che faccio di solito durante gli allenamenti, ma è completamente diverso. Per fortuna ho già potuto ritirare sia il pettorale sia il pacco gara nella giornata di ieri.

Il pacco gara e l’amministrazione
Nel post precedente ho fatto un sacco di complimenti all’amministrazione locale, perché ha permesso agli atleti e agli sportivi di avere strutture gratuite per allenarsi, tra cui una short track in asfalto, comunque molto buona per la corsa.
È stata veramente una grande sorpresa quando mi è stato consegnato il pacco gara dal vicesindaco in persona, che, come un volontario della Pro Loco, aveva il compito di distribuire i pacchi. Un pacco gara, tra l’altro, eccezionale, perché è stato inserito materiale per tantissime competizioni.
Normalmente i pacchi gara, perlomeno nell’anno, sono veramente molto scarni, fatta eccezione per il Cross di San Pietro che ho corso a febbraio, organizzato dall’ASD Tappo Rosso di Moncalieri, che aveva un gran pacco gara con tanti prodotti veramente buoni. Persino quelli delle gare internazionali, come la mezza maratona che abbiamo corso in aprile, non sono stati così ricchi: c’erano magliettine, belle, di marca, ma poco altro, e forse non sono così necessarie.
Il pacco gara della Strapomodoro, invece, è stato eccezionale. C’è uno sponsor, il noto Despar, catena di supermercati internazionale, che ha regalato pacchi di wafer, di pasta e ovviamente una bottiglia di passata di pomodoro. La Strapomodoro si chiama così perché a Cambiano in questi giorni si svolge la festa del pomodoro costoluto, una specialità locale.
Il pacco gara comprendeva poi tanti articoli: sia un sacchetto in spinnaker, sia un bellissimo e catarifrangentissimo cappello da running, molto bello. Io normalmente ho talmente tanti capelli che non metto i berrettini quando corro, anche se con le temperature di questi giorni — e oggi alle otto, con la gara che inizia alle nove e trenta, vedo già 25 gradi sul display della macchina — è comunque una buona idea. Per correre conviene bagnare il cappello con acqua molto fredda, meglio se ghiacciata, e metterselo: è un sistema che addirittura il grande allenatore Jeff Galloway, recentemente scomparso, consigliava a tutti per poter fare qualche allenamento d’estate.
L’estate è stata veramente complicata, ha fatto davvero caldo, sta ancora facendo caldo, ma oggi per fortuna c’è un bellissimo venticello. Fa ben sperare.
Verso la partenza
Adesso sto guardando che sono iniziate delle chiusure delle strade, però in orari diversi da quelli che avevano prospettato. Vado a vedere un attimo: ho 35 minuti, sono più che sufficienti. Dovrei arrivare in paese tra cinque minuti, quindi, nonostante abbia fatto un po’ di ritardo questa mattina, dovrebbe essere tutto a posto.
Avevo pensato di portarmi il dittafono durante la gara per riuscire poi a trascrivere, ma non avrei potuto fare la gara come volevo. La novità di quest’oggi è il mio programma di questa garetta: sono 10 km, in realtà una non competitiva, ma comunque sicuramente un momento di ritrovo per tantissimi atleti della zona. Giustamente la Pro Loco e l’amministrazione locale hanno riempito di volantini tutti i percorsi che noi normalmente facciamo durante gli allenamenti, incluso quello del famoso campo sportivo pubblico. Di questo passo andremo sicuramente non a competere, ma a cercare di fare una buona gara.
Ecco perché, utilizzando un agente di intelligenza artificiale — qualcuno lo chiamerebbe un bot — ho chiesto di definirmi la strategia di gara, in maniera da poter migliorare. Magari non il mio personal best dei 10 km, perché, vedendo comunque le strade su cui probabilmente si svolgerà la gara, non sono pianeggianti proprio per niente, quindi sarà difficile, anche perché poi fa caldo, migliorare un personale. Ho qualche obiettivo che attualmente non dico: vediamo poi dopo. Anche perché, molto spesso, quando vengono dichiarati 10 km su queste corse su strada, fondamentalmente sono 9 km e qualcosa: difficilmente si arriva sempre alla distanza dichiarata dagli organizzatori.
Ho trovato un posto di blocco della Protezione civile corrispondente a un rifornimento tra il quinto e il sesto chilometro. Sto praticamente già invadendo il percorso di gara, che è effettivamente molto simile a quello che facciamo tutti i giorni, molto bello, e questo è un grande vantaggio. Temo, anzi forse a questo punto sono quasi sicuro, e vedo già gente che si allena, gente forte, gente decisamente forte: l’hanno presa sul serio questa mattina.
Adesso vado a posizionare la macchina nel solito punto in cui normalmente ricarico, e poi mi avvio alla partenza, che è tra 31 minuti. Tra due minuti sono là, sperando che mi facciano passare anche stavolta.
Ovviamente sono in una condizione abbastanza facile, perché sono gare di casa, e di conseguenza non ci sono grosse difficoltà per iscriversi e partecipare. Comunque vedo gente che va veramente forte negli allenamenti qua attorno. In effetti questa Strapomodoro è vista anche come festa dello sport, e non è sbagliato.
Ieri, scherzando col vicesindaco, mi ha confermato che oltre alla pista ci sono anche dei campi da tennis pubblici comunali, aperti senza nessun genere di retribuzione o contribuzione, quindi gratuiti. Questo, sinceramente, l’ho sentito solo qua. Gli ho detto che ci manca solo un bel trampolino per il salto con gli sci da mettere sulle nostre colline… non stavo scherzando, lui pensava di sì, ma non importa. Magari chissà se riusciremo. C’è già quella struttura delle Olimpiadi di Torino a Pragelato, abbandonata, che vogliono smontare, con tutti i trampolini, sia quelli scuola sia quelli da gara. Temo che nessuno investirà più nel salto con gli sci ma nonostante questo non dimentichiamoci che qualcuno ancora riesce a praticarlo all’estero, perché almeno al nord-ovest non c’è modo di farlo.
Sto continuando a vedere gente che corre veramente forte. La cosa è abbastanza preoccupante, ma dall’altro punto di vista sono felice che la manifestazione sia perfettamente riuscita.
Bene, vado a parcheggiare e lascio la macchina nel solito posto, come se fosse un allenamento, sperando che la colonnina di ricarica elettrica sia libera. Tra poco lo scopriremo. Poi, avendo già avuto il pacco gara il giorno prima, sarà più facile poter partecipare e effettuare questa manifestazione.
La colonnina è libera. Quindi a questo punto finisce la prima parte, e ci sentiamo più tardi, quando la gara sarà terminata.
Dopo la gara
Eccoci al termine della gara, bellissima. Devo dire che pensavo di farla molto lentamente, ma poi mi sono lasciato, come spesso accade, prendere la mano. In realtà è andata meglio del previsto: pensavo di tenere un certo ritmo, ma ho fatto il mio secondo miglior tempo di sempre sui 10 km. Ancora poco meno di mezzo minuto e avrei fatto il mio record.
Va detto che la mia migliore prestazione sui 10 km è stata su pista. La corsa di oggi era su strada, in parte anche sterrata. A questi livelli, soprattutto per chi come me non è un corridore specializzato ma semplicemente una specie di atleta ibrido tra il salto con gli sci e la corsa, effettivamente non c’è una grandissima differenza. Comunque il dislivello c’era: non ho ancora guardato i tracciati GPS, ma non era per niente in piano.
È stato divertente poter superare nel finale alcuni atleti molto forti, specialmente qualcuno anche di etnia nordafricana, che notoriamente è geneticamente parecchio predisposta per questo tipo di gare.
Organizzazione splendida. Un ristoro con solo acqua, che per 10 km va benissimo, attorno ai 6 km. Un po’ caldo, ma giornata tutto sommato ventilata, anche se le temperature sono alte. Adesso sono le 11, ci sono 29 gradi rispetto ai 25 che c’erano durante la corsa. Però probabilmente ho anche parcheggiato la macchina all’ombra, e al sole la temperatura è più alta.
Tanti giovani, una gara veramente seguita, anche tante associazioni di atletica che hanno partecipato nonostante tecnicamente fosse una non competitiva. Quindi, ancora una volta, il Comune di Cambiano e la Pro Loco si dimostrano a tutti gli effetti organizzazioni e amministrazioni attente all’attività sportiva.

Unitamente alla manifestazione della festa dello sport c’è anche una fiera del pomodoro costoluto, con tanti stand e tante bancarelle. Nel pomeriggio mi sono ripromesso di andare a curiosare, perché oltre al cosiddetto mercatino del fai da te ci sono anche stand interessanti, per esempio della Azienda sanitaria locale, dove c’è uno stand addirittura del servizio micologico, che è molto interessante. Ci sarà poi la sfilata degli antichi mestieri con i carri, dove probabilmente si rivivrà un pochino la storia del paese. E visto che la giornata è ventilata, tutto sommato non è assolutamente un peccato riuscire a partecipare.

Il percorso
Per quanto riguarda alcuni dettagli organizzativi…
Dopo la partenza in città, in paese, si è subito cominciato a correre all’ombra tra le case. Per poco non vado per terra: devo dirlo all’amministrazione, alcuni passaggi pedonali sono rialzati, come spesso si usa per far rallentare le automobili. In questo caso effettivamente non sono visibili. C’era una bella giornata, con condizioni di luce particolari, tanto contrasto tra luce e ombra, e per poco non casco al primo attraversamento pedonale, che attraverso anziché nella direzione pedonale delle strisce, in quella perpendicolare delle auto, in quanto correvamo su strade chiuse al traffico automobilistico.

La cosa mi ha anche aiutato perché, come oggi viene consigliato da tutti gli esperti di corsa, mi ha permesso — per rimanere in piedi, ovviamente — di aumentare parecchio la mia cadenza, e quindi ho sfruttato questo momento per accelerare un pochino.
Un bellissimo giro del paese, con un po’ di saliscendi. Ma da lì, a poco meno di un chilometro, un altro attraversamento pedonale: un atleta davanti a me, purtroppo, finisce lungo e tirato per terra. Non si è fatto niente, si è subito rialzato. Io e altri partecipanti abbiamo chiesto se avesse avuto bisogno di aiuto: ha negato energicamente. Quindi è stato a tutti gli effetti molto fortunato durante questa caduta, non si è fatto per niente male. La cosa importante era quella. Abbiamo ricominciato quindi la corsa.

Dopo essere passati dal paese siamo usciti in una strada sterrata che io non avevo mai scoperto, e che in qualche modo si collega al mio percorso solito, nel senso opposto di percorrenza. In pratica, durante la prima parte della corsa, dove io normalmente faccio la chiusura dei miei allenamenti tendenzialmente in discesa, in questo caso abbiamo cominciato a salire, e anche parecchio. Si vedeva dall’eccessivo ansimare di qualche partecipante che, per mantenere — e questo secondo me è un errore — un passo costante, chiaramente in salita ha esagerato con la potenza e si è trovato a corto di fiato.
Io ormai su queste cose guardo molto poco tutti questi dati. Magari tengo costante la potenza, ma fondamentalmente quello che chiunque può fare è mantenere costante la respirazione: se la strada sale si rallenta un po’ per non avere il fiato corto, e poi si spinge quando torna in piano. Una tecnica che penso tutti possano condividere. Se guardiamo i dati matematici, la potenza rimane costante; e anche se arriva un po’ in ritardo rispetto alla potenza, va benissimo anche mantenere costante, magari non proprio il battito cardiaco, la frequenza cardiaca, ma almeno il range e la zona.
Strategia: Galloway e intelligenza artificiale
Zone che erano state calcolate da me attraverso un bot di intelligenza artificiale. A questo punto è importante vedere come la mia gara fosse stata organizzata da un bot di intelligenza artificiale collegato col mio account di Intervals.icu, dal quale prende i dati e mi ha suggerito in quali zone di frequenza cardiaca correre, con i vari range di tempo che normalmente uso.
Sono, come avevo già detto e avrò già probabilmente fatto intuire, un grande sostenitore del metodo Galloway, che alterna corsa e camminata. In questa gara molto corta di 10 km non era necessario per me camminare, ma ho effettuato esattamente quello che consiglia Galloway per chi non ha bisogno di camminare durante le gare: semplicemente, ogni 4 minuti e mezzo di corsa, nel mio caso, ho effettuato 30 secondi a un passo un pochino più lento, per recuperare, per far scendere un po’ la frequenza cardiaca e quindi averne di più alla fine. Come spesso accade, infatti, anche questa volta nella parte finale ho superato parecchi concorrenti, tra cui i nordafricani di cui parlavamo prima.
Questo primo esperimento è stato assolutamente positivo, perché di fatto è saltato fuori il mio miglior tempo su strada di 10 km. Adesso il termometro è già a 30 gradi. Normalmente i record, per me, sono stati fatti tra marzo e aprile, con una temperatura completamente diversa da quella di adesso. Vuole dire che si può spingere ancora. Vuole dire che gli allenamenti sono stati fatti con una discreta intelligenza per quello che riguarda la componente sportiva.
Gadanordic
Ora cercherò di andare avanti con questo utilizzo dell’intelligenza artificiale per gli allenamenti, anche in virtù del nuovo progetto che stiamo aprendo grazie a un altro gruppo sportivo, questa volta che si occupa più di sport nordici, per migliorare le qualità atletiche degli sportivi che seguirò come allenatore nella seconda parte dell’anno.
Quindi, per la prima volta finalmente, dopo tanti anni, si riuscirà a creare un sistema veramente scientifico e veramente tracciabile di allenamenti per migliorare le prestazioni atletiche. Senza, come spesso è accaduto in passato, cercare di sperimentare andando per tentativi, e quindi con risultati alternanti, ma soprattutto dove magari riusciva a primeggiare soltanto la persona particolarmente dotata, e non anche l’atleta che invece poteva arrivare allo stesso livello con un allenamento intenso.