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Gadanata Nordica

Ultima modifica: 08 July 2026

Alla fine è successo: oggi ho appena finito il solito allenamento. Sono le 6:20 del mattino e ho già corso per oltre un’ora, inserendo nel percorso il protocollo norvegese.

È un allenamento aerobico di cui ho già parlato: serve a incentivare il VO2max e prevede un riscaldamento di 5 minuti (meglio 10) e quattro ripetizioni di 4 minuti ad alta intensità, intervallate da 3 minuti di recupero attivo.

Io corro in pista: faccio 4 km in subsoglia, in zona VO2 max, poco sotto il massimale — circa l’85% della frequenza cardiaca massima, a volte anche qualcosa in più — e recupero con 3 minuti di corsa molto lenta.

Il ciclo si ripete quattro volte ed è seguito da altri 10 minuti di defaticamento: in totale circa 48-49 minuti. Dopo la terza ripetizione inserisco anche 30 secondi di passeggiata, giusto per variare per poco la sollecitazione muscolare. È un sistema sviluppato negli Stati Uniti dal mitico Jeff Galloway, recentemente scomparso, che per primo studiò e diffuse metodi di corsa alternati alla camminata. Con essi molte persone sono riuscite a completare una maratona sotto le tre ore. Non sono metodi stupidi: migliorano la condizione delle articolazioni, scaricando le giunture — soprattutto negli atleti senior. Per chi fosse interessato, ricapitoliamo:

Detto questo, la notizia di cui volevo parlare è la comunicazione di ieri, 7 luglio 2026, del Comitato Olimpico Internazionale: la combinata nordica è stata depennata dal programma delle Olimpiadi del 2030 — si parla delle Olimpiadi francesi — ma quando uno sport olimpico viene depennato, difficilmente viene reinserito a breve termine.

Per chi non fosse esperto degli sport invernali: in tutti gli altri paesi si parla di combinazione nordica (Nordic Combined in inglese); solo in italiano si dice combinata nordica. È la combinazione di salto con gli sci e sci di fondo, oggi a tecnica libera — un tempo a tecnica classica.

È uno sport eccezionale: unisce la capacità aerobica del fondo alla forza esplosiva del salto e alla tecnica dello sci nella discesa. Una disciplina completa, dove non basta un buon motore aerobico ma conta anche saper sciare correttamente — cose che, a quanto pare, non interessano il Comitato Olimpico.

Durante quelle Olimpiadi di Milano Cortina, con una partecipazione pubblicitaria notevole da parte di uno sponsor di bevande americane che probabilmente lo sarà ancora per anni, la scelta dei tedofori ha alimentato polemiche al limite della provocazione. In certi casi sembravano cercati con il lanternino in mezzo a situazioni che non esito a definire di disagio. C’erano anche persone normali che meritavano il ruolo, ma sono state escluse figure molto più meritevoli: uno spaccato dell’Italia di oggi, purtroppo.

Ma andiamo con ordine. Nelle Olimpiadi di Milano la combinata nordica era solo al maschile: mancava la parità di genere. La scelta giusta sarebbe stata aprire la disciplina alle donne e continuare, perché dal primo programma olimpico invernale la combinata nordica è uno sport olimpico a tutti gli effetti. Ci si sono cimentati addirittura dei reali: non è uno sport da sottovalutare. Eppure non si è scelto di aprire la combinata nordica alle donne, come già avviene in Coppa del Mondo.

Per risolvere il problema di parità di genere, è stata cancellata dal programma olimpico anche quella maschile. Questa la scelta del CIO — e questa la situazione dello sport, non solo in Italia, dove non abbiamo strutture. Io stesso, per saltare con gli sci, devo andare in Svizzera: tutto dire, visto che abito a pochi passi dalle piste olimpiche di Torino, dove i trampolini per il salto sono in stato di perenne abbandono e non sono mai stati usati dopo le Olimpiadi. Predazzo è lontano, Tarvisio e Planica ancora più lontani: mi alleno nell’Oberland bernese, a Kandersteg, centro nazionale svizzero per il salto con gli sci.

Lì si sono svolti dei mondiali juniores di sci nordico, combinata nordica compresa, e una delle soddisfazioni più grandi è stata poter saltare con gli sci prestatimi da Hyppolit e Noel della famiglia Kempf, invece di portarmi i miei, lunghi circa 2,60 m, con i treni dal Piemonte. Ricordiamoci che Herr Kempf, oggi grande allenatore di sci nordico, fu medaglia d’oro di combinata nordica alle Olimpiadi di Calgary — le stesse che videro sui trampolini Eddie «The Eagle» Edwards, qui in Italia famoso soprattutto per il film con Hugh Grant. Ma il primo agosto, festa nazionale della Confederazione Elvetica, a Kandersteg ci sarà la festa di giubileo dei nuovi trampolini e ospite sarà proprio Eddie Edwards, che lì si allenò e, si potrebbe quasi dire, imparò a saltare con gli sci.

È una bella notizia, anche se non so ancora se potrò partecipare: come al solito, i tagli catastrofici ai voli di linea nell’estate complicano la pianificazione. Un’idea sarebbe dividere, come per le Olimpiadi, anche gli orari aerei estivi da quelli invernali — almeno sfalsarli di un anno, visto il riscaldamento globale. Quei geni, lo dico con ironia, della IATA potrebbero alternare un programma estivo un anno e uno invernale l’anno dopo, anziché legarli all’ora legale e all’ora solare. Con il riscaldamento globale tanto non se ne accorge più nessuno; per fortuna molto presto i sistemi di mobilità aerea avanzata, compresa quella regionale, faranno finire questo spreco di soldi ed emissioni del perverso sistema moderno del trasporto aereo, che di intelligente ha poco.

Meno male che almeno ieri l’Argentina ci ha fatto vedere una lezione di calcio su come risalire dal 2-0 al 3-1 in dieci minuti.

Stavo pensando che l’atteggiamento del CIO sia probabilmente anche un avvertimento per chi in futuro cercherà di far valere i propri diritti. Durante la Coppa del Mondo di combinata nordica alcune atlete si sono disegnate delle barbe — ovviamente con intento di sensibilizzazione — per sembrare, tra virgolette, più virili e chiedere al CIO l’inserimento della combinata nordica femminile nel programma di Milano Cortina. Non è avvenuto; ci si aspettava almeno una mossa diversa. Invece la Federazione Internazionale, viste le proteste, non solo non ha inserito la combinata femminile ma ha cancellato anche quella maschile, togliendo dal calendario uno degli sport invernali più antichi. Mi sembra un monito per tutti gli atleti che pensassero di rivendicare diritti sacrosanti: in casi come questo, le decisioni del governo sportivo possono essere diametralmente opposte a quanto richiesto. Mala tempora curunt, dicevano i romani — che però dicevano anche mens sana in corpore sano.

Se qualcuno ha sempre pensato a un acronimo di una nota marca di abbigliamento sportivo, c’è anche un’altra versione: anima sana in corpore sano, e dovrebbe essere abbastanza evidente senza troppa pubblicità a cosa si riferisca.

Ecco: sono ormai le 6:30 e fra poco meno di tre ore inizierò una lunga giornata con una lezione teorica di telecomunicazioni — argomento non sempre facile per gli allievi. Speriamo che per loro ci sia qualcosa di utile nei prossimi anni: sono già piloti addestrati nella nostra Advanced Air Mobility Academy con metodologie non solo innovative ma coerenti con lo sviluppo del trasporto aereo dei prossimi anni, nonostante molti facciano finta di non vedere l’evidenza. Gli unici momenti in cui è ancora possibile trasferire competenze tra piloti sono questi: domani ci saranno soprattutto i droni, e i piloti saranno probabilmente quelli che la domenica fanno voli sportivi o sono impiegati in missioni ad alto tasso di intervento umano, come il soccorso.

Mi viene in mente molto altro: i trasporti da A a B saranno largamente automatizzati. Pensate agli ascensori — una volta c’era quasi sempre un fattorino; oggi usiamo la pulsantiera, e lo stesso discorso varrà per molte altre cose, anche nell’aviazione.

A questo punto, vista la situazione, lascio il sistema gadanata nordica a chi interessi. Allego il banner di Gadanordik che avevamo studiato per altre cose ma che possiamo ritenere, con grande facilità, assolutamente al passo coi tempi ed efficace alla luce delle notizie di oggi.


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