Cappelle Votive Piemontesi
Ultima modifica: 26 April 2026
Le Cappelle Votive Piemontesi: una tradizione da preservare
Le cappelle votive piemontesi (insieme ai piloni e alle edicole votive) rappresentano una delle espressioni più diffuse e affascinanti della religiosità popolare contadina in Piemonte. Sono strutture semplici, spesso in mattoni a vista, erette lungo strade, crocicchi, campi o ingressi di borghi come veri e propri “presidi sacri” del territorio.

Fuji Color 200, Leica M3 + Zeiss Planar 50mm.
Origini e significato
Le radici affondano nel Medioevo (XI-XIII secolo), quando la cristianizzazione assorbì antichi culti pagani legati a fonti, boschi e crocicchi. La Croce e le immagini sacre servivano a proteggere i viandanti, benedire i campi e segnare i confini tra sacro e profano.
Erano un atto di fede collettivo o familiare: un ex-voto architettonico costruito in ringraziamento per una grazia ricevuta (guarigione, scampato pericolo, buon raccolto) o come voto preventivo (“se ci salvi dalla peste, ti erigiamo una cappella”).
I grandi periodi di costruzione
Il picco avviene tra XVII e XVIII secolo, soprattutto in seguito alle grandi pestilenze. La peste del 1630 colpì duramente il Piemonte: interi paesi fecero voti collettivi e costruirono cappelle dedicate a San Rocco e San Sebastiano.
Altre cause frequenti:
- Calamità naturali (grandine → San Grato; tempeste → San Bernardo)
- Guerre, emigrazioni, incidenti
- Ringraziamenti familiari (nascite, guarigioni, ritorno dall’America)
Nella sola provincia di Cuneo si contano oltre 2.000 piccoli edifici di culto di questo tipo. In tutta la regione sono migliaia, concentrati soprattutto in collina e montagna (colline torinesi, Langhe, Monferrato, Val Sangone, ecc.).
Tipologie architettoniche
- Cappelle votive: strutture più articolate (una navatella, abside, tetto in coppi, croce in ferro, spesso inferriate e piccoli affreschi interni)
- Piloni/edicole: versioni più semplici, a forma di pilastro o nicchia con immagine dipinta o statua
Sono tipicamente posizionate strategicamente lungo strade, agli ingressi dei paesi o in mezzo ai vigneti.
Dediche più comuni
- San Rocco e San Sebastiano (contro la peste)
- Madonna (varie invocazioni)
- San Grato (protezione dai campi e dalla grandine)
- Santi locali o familiari
Stato attuale
Molte sono ancora oggetto di devozione, ma tante sono abbandonate o in rovina, come questa in foto a Pecetto Torinese (coordinate 45.01756, 7.75324). Cause principali: spopolamento delle campagne, secolarizzazione e mancanza di fondi.
Negli ultimi decenni Pro Loco e Comuni le stanno riscoprendo come patrimonio culturale e turistico attraverso percorsi a piedi e “strade delle cappelle”.
Nota sulla cappella di Pecetto: si tratta probabilmente di una cappella votiva minore del XVII-XVIII secolo, non sempre catalogata con nome preciso, tipica della collina torinese.